A Trento nasce il Manifesto per comunicare la disabilità

19 Marzo 2020



Consolida, Ordine dei giornalisti, Assostampa e Fondazione Demarchi hanno dato vita al Manifesto sulla narrazione della disabilità.

Studi internazionali dimostrano che spesso l’emarginazione delle persone con disabilità non è determinata dalla menomazione, ma dallo sguardo che posiamo su di loro, a livello individuale e collettivo. Uno sguardo alimentato dalla narrazione mediatica che oscilla ancora tra l’occultamento e il pietismo, ma anche dalla rappresentazione di chi con la disabilità convive quotidianamente, come le famiglie e gli operatori.

La percezione comune della disabilità – ancor oggi prevalentemente legata a limitazione, incapacità, bisogni – influenza la realtà e i comportamenti, sia nelle relazioni interpersonali, sia in quelle sociali. La questione non è, quindi, teorica e formale, bensì sostanziale e riguarda la cultura collettiva. Secondo i dati del Miur (anno scolastico 2016-2017) in una classe italiana su due è presente un bambino con disabilità; gli alunni con disabilità sono quasi il 3% con un aumento di un punto percentuale rispetto a 10 anni fa.

Sul tema Consolida, con l’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto – Adige, l’Assostampa, la Fondazione Demarchi e il sostegno della Provincia autonoma di Trento, ha attivato un gruppo interdisciplinare composto da giornalisti e professionisti della comunicazione (videomaker, social media manager, fotografi) insieme ad operatori sociali, genitori e persone con disabilità, con la supervisione del professore Michele Marangi, docente dell’Università Cattolica. Ne è nata una proposta che contiene principi guida, indicazioni quindi non prescrittive e univoche, ma orientanti per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, da condividere ed integrare.

Il “manifesto” è stato presentato dai promotori alla comunità in un evento organizzato nell’ambito dell’iniziativa “Impresa al cubo” dedicato alle cooperative sociali in corso a Trento ad organizzazione di Consolida.

Fin dal primo sguardo si nota che si tratta di un manifesto differente, perché dalla differenza nasce e la differenza di ciascuno riconosce: senza nessun precetto ma con sette principi guida che ciascuno può tradurre nella pratica professionale e di vita. Proprio perché l’immaginario collettivo si alimenta da una molteplicità di fonti, il Gruppo ha scelto di rappresentare i principi con una pluralità di linguaggi: teatro, video, human library, informazione giornalistica.